LETTERA APERTA

ALLA REGIONE, ALLE ISTITUZIONI.

21 Ottobre 2020

La Morte dell’Entroterra Campano.

Cosi ci state UCCIDENDO SENZA NEMMENO RENDERVENE CONTO.
Non sarà una Pandemia Mondiale ad annullare il tessuto imprenditoriale del Sannio ed Alto Casertano ma tutto l'insieme di regole insensate, ingiustificate, dannose. Le Vostre regole!

Premessa. IL SANNIO ED ALTO CASERTANO NON È IL CENTRO METROPOLITANO DI NAPOLI E NEMMENO IL LUOGO AFFOLLATO DI TANTE AREE COSTIERE. Noi siamo uno dei moltissimi paesini di 2000/3000 abitanti, una di quelle fantastiche cartoline che vi piace vedere la domenica. Noi siamo quell’area dimenticata che ostentate per le biodiversità della Campania. Noi siamo la terra del vino riconosciuto in tutto il mondo. NOI SIAMO UNA DELLE AREE A PIU BASSA DENSITÀ DI POPOLAZIONE D’ITALIA.

Paesini con almeno 10 km di distanza, nuclei urbani e metropolitani inesistenti, senza centri commerciali, con solo in rarissimi casi le piazze affollate che restano comunque facilmente gestibili. NOI SIAMO la via di sbocco al distanziamento e al sovraffollamento in Campania. NOI SIAMO LA POPOLAZIONE CON IL REDDITO PROCAPITE FORSE PIÙ BASSO D’ITALIA. Ma possiamo garantire un paniere di servizi unici al mondo, un'offerta commerciale legata alla tradizione e all’innovazione unica in tutta Italia. Si veda il caso di Pepe in Grani o quello di tantissimi ristoratori storici del Sannio e Alto Casertano che hanno letteralmente creato la fortuna di tanti borghi. Si veda “Il Foro dei Baroni” a Puglianello, “Il Sauro a Faicchio”, “Millennium” a Cusano, la “Locanda Radici” a Frasso Telesino, “Agape” a Sant’Agata, il “Green Garden Group” di Piedimoente M. o “Ebrius Vineria e Braceria”, il nuovissimo “Milo’s House” di Alife, lo storico “GuardaNapoli” di Durazzano, o “Villa Matilde Ricevimenti” sempre di Piedimonte M. Si veda anche il caso di tantissime nuove piccole e grandi aziende nate negli ultimi anni e che sono un vanto nazionale nel turismo, nel food e nella produzione di prodotti tipici e vini d'eccellenza. NOI SIAMO IL SANNIO E L’ALTO CASERTANO, non siamo parte del problema ma una possibile soluzione! Da diversi giorni raccogliamo l’allarme dei nostri oltre 500 associati. Noi offriamo servizi di sostegno reale alle aziende. Siamo vicini a loro TUTTI i giorni, li conosciamo e li visitiamo costantemente. Ci riuniamo e creiamo reti, dialoghiamo costantemente. Motivo per cui abbiamo deciso nelle ultimissime ore, lavorando e confrontandoci fino a notte fonda a causa della massima urgenza della questione, di raccogliere le espressioni di tutti e di comunicarle a voce unica. Forse qualcuno un giorno ascolterà i singoli che con coraggio si battono per i propri diritti e per quelli di una categoria e di un territorio intero. Ma da soli è difficile, e per questo è nata Sac. La stessa che oggi vi parla con voce ferma e allarmata. Ora INSIEME vogliamo iniziare una vera e propria BATTAGLIA PER LA SOPRAVVIVENZA che non abbiamo voluto iniziare noi, ma che ci vede obbligati protagonisti per salvare un intero territorio! Troppe aziende vengono umiliate e distrutte per rispondere a esigenze di numeri e statistiche che nei fatti non corrispondono. Noi siamo lì, proprio lì dove voi vedete quei numeri che noi non vediamo! Troppe regole sono dettate da interessi di sicurezza pubblica che qui non hanno alcuna pertinenza! Adesso Basta, siamo costretti a dirlo con la forza della disperazione e la risolutezza della necessità!

• OGGI CHIEDIAMO E PRETENDIAMO URGENTEMENTE venga riconosciuta la differenza tra le aree a bassa densità di popolazione e quelle dei centri metropolitani e costieri, più complicate da gestire per sovraffollamento. Vogliamo che venga stabilito un oggettivo e sensato criterio per cui ENTROTERRA CAMPANO sia ben definito e delineato come differenziazione per le valutazioni.

• OGGI CHIEDIAMO E PRETENDIAMO URGENTEMENTE un connettore con la Regione o un rappresentate costante per poter dialogare nell0interesse comune. Basta non tenere conto delle nostre aree, basta evitare di prendere coscienza dei danni che sta provocando questo gap tra le zone. Vogliamo essere presenti, partecipare, vogliamo sia rispettata non solo la nostra dignità ma quella di un territorio intero che vede imprenditori e popolazione insieme!

• OGGI CHIEDIAMO E PRETENDIAMO URGENTEMENTE l'attuazione delle differenze sostanziali nella definizione delle restrizioni, perché è letteralmente un virus ulteriore chiamato IGNORANZA! Tale ignoranza sta già creando danni enormi, che sommati alle problematiche che già normalmente viviamo crea una situazione irrisolvibile, la desertificazione delle nostre aree. Non abbiamo la possibilità, per via dei numeri, ormai nemmeno di sostenerci, di garantire la vita delle nostre aziende. E questo sta accadendo oggi! • OGGI CHIEDIAMO E PRETENDIAMO URGENTEMENTE la messa in campo di strumenti finanziari per contrastare l’emergenza. Questa situazione sta generando un calo di oltre il  50/60% dei fatturati nella migliore delle ipotesi, con costi sempre più alti e scadenze sempre più  pressanti. Non abbiamo più risorse. Si sta mettendo a dura prova la vita di tutto l’indotto, dei nostri dipendenti e delle nostre famiglie!

• OGGI CHIEDIAMO E PRETENDIAMO URGENTEMENTE vengano analizzate e comprese le perdite del Wedding, come sostenerle IMMEDIATAMENTE senza più incertezze. Le nostre aziende hanno realtà che necessitano di risorse immense per la gestione, anche da chiuse, che generano fatturati enormi, regolarmente tassati, per cui adesso è necessario riconoscere loro i tanti anni di sacrifici e impegni presi per il territorio con una presenza positiva e fattiva! Questi imprenditori da soli in moltissimi casi sostengono interi paesi, danno lavoro e generano turismo. ABBANDONARE QUESTI IMPRENDITORI SIGNIFICA ABBANDONARE INTERI PAESI. E questo sta succedendo bloccando tutto senza misure a sostegno.

• OGGI CHIEDIAMO E PRETENDIAMO URGENTEMENTE che qualcuno spieghi definitivamente e tecnicamente quali sono gli indicatori dei contagi che hanno portato alla decisione per cui nei ristoranti del Sannio ed Alto Casertano si creerebbe un rischio eccessivo, da cui la chiusura. Dove un locale da 100/120 possibili posti ne copre mediamente 30/40. Dove un locale di 300mq che adotta tutte le misure, in un paesino di 5000 abitanti con nessuno per strada, senza traffico e senza la famigerata movida, deve chiudere anticipatamente spiegando agli ospiti che leggi e regole insensate valgono anche qui, dove quiete e tranquillità sono diventate terrore e paura non a causa di errati comportamenti della popolazione, non a causa del virus, ma delle VOSTRE LEGGI!

• OGGI CHIEDIAMO E PRETENDIAMO URGENTEMENTE alla task force della regione di venire a visitare quello ad oggi voi non conoscete: il territorio del Sannio ed Alto Casertano. Perché è assurdo e deleterio chiudere una pasticceria artigianale alle 18, un piccolo bar di paese, un locale in una delle vie centrali. È assurdo e deleterio perché di norma ha mediamente 2/3 clienti da ben prima della pandemia. Ma quei 2/3 clienti sono la storia di quell'impresa, la sua sussistenza, e sono la storia del paese dove abita. Quell'impresa si regge spesso sul lavoro del titolare stesso a cui una volta tolti gli orari e i clienti non resta che la chiusura, l'impoverimento di sé e del territorio. Perchè? Quali sono i rischi per la sicurezza pubblica che può innescare una realtà del genere? Interpellati tutti gli imprenditori del settore abbiamo riscontrato per l’ennesima volta uno stato di sofferenza enorme che sfocia in proposte più o meno burrascose, perché tutti chiedono DI FARE QUALCOSA. Tra le righe di tanti messaggi abbiamo letto il grido “andiamo in regione”, “occupiamo le vie principali”, “dobbiamo farci sentire stavolta”, accanto a diversi messaggi di sconforto per la chiusura di alcune attività. Con regole indiscriminate avete reso questo business “liquido”, leggero, insignificante.

Avete decretato la MORTE DEL SANNIO E DELL’ALTO CASERTANO. SE CREDETE DI NON DOVER TENERE IN CONSIDERAZIONE LE DIFFERENZE TRA LE AREE SIGNIFICA CHE NON AVETE COMPRESO, NON AVETE OSSERVATO, NON AVETE INTERESSE PER LE PARTICOLARITÀ E SPECIFICITÀ DI UN TERRITORIO E DI UNA POPOLAZIONE CHE VOI NON MERITARE, E CHE DA OGGI IN POI SI RICORDERÀ DI VOI! L'ultima analisi che vogliamo porvi in questa lettera aperta è quella dei risvolti reali e concreti di questa situazione. Un collasso di TUTTE le aziende del settore qualora non si facciano interventi immediati. Un calo di fatturato che porterà a un calo degli ordini da tantissimi piccoli produttori che nelle prossime settimane avranno perdite considerevoli al punto di mettere in crisi tutto l’indotto che i P.E. generano. Nello stesso momento accadrà un necessario LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA di tantissimi dipendenti. Una prima stima interna di Sac calcola che nei prossimi giorni, non fra mesi i anni ma giorni, ci saranno circa 3000 licenziamenti, 3000 famiglie senza risorse, senza sostegno, senza lavoro. Il singolo imprenditore oggi non regge più il carico di quello che è un diritto dei cittadini e un dovere delle Istituzioni se sono proprio tali Istituzioni a porre le basi di questo dramma ormai quasi inevitabile.

La Nostra associazione vanta consulenti di eccellenza, interni al Comitato Tecnico Scientifico o come la Sef di Errico Formichella, consulenti con i quali da soli abbiamo cercato e tentato soluzioni fino all'ultimo respiro sostenendo aziende anche in termini di efficienza di business, ma non possiamo più ignorare che le risorse umane investite attualmente per generare qual poco di produzioni interne sia tremendamente sbilanciato.

IL NOSTRO OBBLIGO OGGI è d'essere imprenditori seri e calibrare bene i nostri business sulla scorta delle indicazioni che ci state dando, e sulla scorta del clima di terrore che si sta intensificando, che porterà già nel prossimo weekend a una diminuzione certa di oltre il 70% del fatturato giornaliero.

IL NOSTRO OBBLIGO OGGI è sostenere la situazione modificando alcuni centri di costo.

IL NOSTRO OBBLIGO OGGI è continuare a credere nell'intelligenza delle Istituzione, nel loro amore per la storia, la tradizione, la cultura, l'impegno profuso da anni di persone e imprenditori per il bene comune.

Nonostante l'agitazione concreta e preoccupante non siamo qui a minacciare ma A PRETENDERE DIALOGO E SOLUZIONI. Noi che “siamo nati per assumere” e che ora ci troviamo nella condizione di LICENZIARE veri e propri amici, quando non parenti, o anche solo persone che sappiamo cadranno nella disperazione. CI OBBLIGATE AD ARRENDERCI PERCHÉ VOI PER PRIMI VI SIETE ARRESI. Perché “chiudere” significa arrendersi per sempre. Chiudiamo questa lettera aperta con una vera e propria mano tesa perché alla nostra disponibilità ci concediate il rispetto della vostra. VOGLIAMO PIÙ CONTROLLI. Vogliamo la polizia per strada ad ogni angolo, la Finanza, i Carabinieri, i Vigili Urbani, e tutte le Forze dell’Ordine preposte ai controlli. Venite a controllare le aziende, venite in casa nostra a vedere come affrontiamo l’emergenza sanitaria. Noi per primi sosteniamo le regole anche quando non le condividiamo, nella speranza sempre che siano dettate da qualche riflessione o studio. Noi per primi invitiamo al totale rispetto di tutti i decreti e di tutte le ordinanze anche quando sembrano una costola politica dello Stato o della Regione, perché crediamo fondamentalmente nello Stato e nel Senso Civico. 

MA LA NOSTRA DISPONIBILITÀ, DOPO ANNI DI SACRIFICI, NON PUÒ ESSERE UN SUICIDIO DATO DA REGOLE INCOMPRENSIBILI, E NOI OGGI NON CHIEDIAMO DI SOPRAVVIVERE MA DI FAR SOPRAVVIVERE UN INTERO TERRITORIO. CHE CI È TROPPO CARO PER POTERLO LASCIAR MORIRE. DIALOGANDO, O COMBATTENDO, PERCHÈ RIMANGA LA PRIMIZIA D'ITALIA E DEL MONDO.

 Il Presidente SAC Sannio Alto Casertano Christian Colella 

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